IL GLORIOSO RIMPATRIO

Un percorso di montagna, un itinerario storico, culturale, simbolo del ritorno alla propria terra, alle proprie case e alla libertà di professare la propria fede: questo è il percorso del Glorioso Rimpatrio. Un viaggio che ebbe inizio la notte del 16 agosto 1689, due anni dopo l’esilio forzato, quando meno di 1000 uomini si incamminarono dalle sponde del lago Lemano  verso la Savoia, con la speranza di tornare nelle proprie valli in Piemonte.
Oggi l’itinerario si sviluppa per 21 tappe e prende il via proprio dalle sponde lago, dal paesino di Nernier e si attraversano le Alpi. Il tratto italiano incomincia al Col Clapier per arrivare infine a Bobbio Pellice, presso il monumento di Sibaud.

L’attraversamento di numerosi colli alpini sopra i 2.000 m consiglia una percorrenza strettamente estiva. A giugno potrebbero esserci ancora delle lingue di neve sui versanti settentrionali; a settembre qualche posto tappa è già chiuso e le precipitazioni potrebbero essere già nevose. Luglio e agosto sono i due mesi ideali, evitando però la settimana di ferragosto (sopratutto lungo il tratto che corrisponde al Giro del Monte Bianco).

È un percorso escursionistico che non presenta difficoltà tecniche particolari se non la lunghezza e il dislivello considerevoli di alcune tappe. È destinato, dunque, a persone in piena salute ed efficienza fisica, allenate a camminare per alcune ore al giorno, e per più giorni consecutivi, con lo zaino sulle spalle. Se è vero che parte dell’allenamento si può fare per strada, bisogna considerare però che le prime due tappe sono già abbastanza impegnative. Anche se le fatiche e le difficoltà maggiori s’incontreranno nella parte italiana della traversata, dal colle Clapier a Bobbio Pellice.

Vi consigliamo di acquistare la guida ufficiale del Glorioso Rimpatrio che è lo strumento migliore per percorrere l’itinerario senza troppe difficoltà.
Se desiderate disporre di una cartografia più ampia e dettagliata, puotete dotarvi delle ottime carte dell’Institut Géographique National di Parigi, in scala 1:25.000, che coprono tutta la parte francese del Glorioso Rimpatrio. In dettaglio, servono le carte: 3428 ET, 3429 ET, 3430 ET, 3531 OT, 3531 ET, 3532 ET, 3633 ET, 3634 OT. Per la parte italiana ci sono le ottime carte Fraternali Editore, fogli 1, 2, 3, 5, 7, che coprono il percorso dal colle del Moncenisio a buona parte della tappa 23.
In alcuni casi avere il GPS con sé può tornare molto utile. Bisogna però saperlo utilizzare e va caricata in anticipo la traccia integrale del percorso.

– Zaino: dovrebbe avere una capienza massima di 65 l per gli uomini, 55 l per le donne (per le quali sono disponibili in commercio zaini specifici), e pesare tra gli 8 e i 10 kg
– Scarponcini da escursionismo
– Bastoncini: aiutano a scaricare il peso dalle gambe alle braccia, e sono una sicurezza in discesa
– Scarpe leggere o sandali: per il riposo e i tratti di asfalto
– Calze da trekking (2-3 paia)
– Mutande (2-3 paia)
– Pantalone lungo e pantalone corto da trekking
– Pantalone leggero da riposo
– 2 Magliette tecniche per camminare, in fibra traspirante: le migliori sono in lana merino
– Maglietta di cotone per la sera e per dormire
– Maglia di pile
– Giacca a vento da montagna
– Coprizaino
– Sacco lenzuolo (il sacco a pelo è superfluo perché si trovano sempre le coperte)
– Asciugamano (meglio se in microfibra)
– Sapone di Marsiglia per lavarsi e lavare i panni
– Spazzolino e dentifricio
– Cerotti per vesciche (consigliato per chi ha i piedi sensibili)
– Kit di pronto soccorso (da trekking, quindi leggero)
– Carta igienica
– Occhiali da sole, cappello e crema per il sole
– Borraccia da litro
– Coltellino multiuso con posate
– Guida del cammino
– Gps con caricabatterie (facoltativo)
– Portafoglio con soldi, carta bancomat e di credito, documenti
– cellulare e alimentatore

Purtroppo, solo eccezionalmente si può disporre di strutture ricettive economiche. Il costo medio giornaliero per una persona è di circa 65 – 75 €, comprensivi di pernottamento e cena in alberghi economici, in gîte d’étape o in rifugi, con trattamento di mezza pensione, e di pranzo al sacco acquistando il cibo nei negozi. Per abbattere sensibilmente i costi si può fare il cammino portando la tenda. Bisogna però considerare che questo equipaggiamento aumenta di qualche chilo il peso dello zaino e comporta alcuni problemi. Solo in qualche tappa si può disporre di un campeggio, mentre nella maggioranza dei casi occorre trovare un luogo adatto per il campeggio libero. In questi casi ci vuole buon senso, domandando ai proprietari dei fondi, laddove possibile, se la sosta di una notte con la tenda è accettata oppure no.

Lunghezza: 24km
Dislivello: ↑ 650m ↓ 50m
Durata: 7 ore
Difficoltà: media

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L’itinerario parte dal paesino di Nernier sul lago Lemano. Le montagne sono ancora molto distanti, ma già visibili all’orizzonte alle prime salite. Lasciate le sponde del lago, si cammina, nella prima parte della tappa, nella campagna del Chablais. Il cammino è facile nei primi chilometri, ma non deve trarre in inganno perché per affrontare questa tappa bisogna partire allenati, altrimenti conviene spezzarla in due parti. Il percorso è lungo, con un’impegnativa rampa finale per arrivare al Colle di Saxel. La segnaletica non è sempre accurata, soprattutto nell’attraversamento della foresta di Planbois e nel tratto finale verso il Colle di Saxel, perciò attenzione.
Molto utile avere la traccia GPS del percorso e ovviamente la guida.

Lunghezza: 21km
Dislivello: ↑ 300m ↓ 670m
Durata: 6 ore
Difficoltà: media

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Quando giungono a Saint-Jeoire, i valdesi non hanno ancora concluso il loro primo giorno di cammino. Noi, che viaggiamo lentamente, abbiamo il privilegio di contemplare i paesaggi dell’Alta Savoia, tra prati, foreste e bei paesi. La difficoltà principale della tappa è riuscire a mantenersi sul percorso giusto fra Boëge e il col de Ludran. Segnaletica non sempre puntuale, orografia complessa e le recinzioni dei pascoli rendono difficoltosi il cammino e l’orientamento. La tappa è comunque accessibile, con salite facili e lunghe discese. In lontananza si iniziano a vedere chiaramente le vette alpine che formano il massiccio del Monte Bianco.

Lunghezza: 17km
Dislivello: ↑ 200m ↓ 260m
Durata: 4:30 ore
Difficoltà: facile

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Sa Saint-Jeoire si cammina a mezzacosta, risalendo prima la valle del torrente Le Giffre, quindi la più ampia valle dell’Arve, molto urbanizzata. C’è molto asfalto da percorrere, ma su strade secondarie che offrono buoni panorami e un facile cammino. Fa eccezione il tratto fra il vecchio ponte di Marignier e Brannaz sulla D6 (strada larga e trafficata). Si arriva così a Cluses, piccola capitale del Faucigny, famosa, a partire dal XVIII secolo, per i suoi laboratori di orologeria. Il nome del paese si deve alla stretta gola dell’Arve, ai cui piedi si è sviluppato l’abitato.

Lunghezza: 19km
Dislivello: ↑ 250m ↓ 150m
Durata: 5 ore
Difficoltà: facile

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Tappa facile lungo il torrente Arve, di avvicinamento al massiccio del Monte Bianco, che rappresenta lo sfondo delle fatiche odierne. Fatiche contenute sia per dislivelli, sia per difficoltà a individuare la strada. Tre lunghi tratti sterrati lungo l’Arve alleggeriscono i tratti di asfalto.

Lunghezza: 11km
Dislivello: ↑ 600m ↓ 60m
Durata: 3:30 ore
Difficoltà: facile

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Grandi panorami sul massiccio del Monte Bianco, al prezzo di una fatica moderata, salendo per la prima volta dal lago Lemano oltre i 1000 m. L’ascesa non è eccessivamente faticosa; si deve percorrere un po’ troppo asfalto, ma è inevitabile.