L’ESILIO

L’itinerario dell’Esilio dei Valdesi, lungo 340 km (115 in Italia, 215 in Francia, 10 in Svizzera), segue la via percorsa da una delle tredici colonne dei circa 3000 valdesi esiliati dal Piemonte nel 1687, detenuti nelle prigioni piemontesi e condotti con marce forzate a Ginevra. L’itinerario, nel tratto italiano, parte da Saluzzo, uno dei luoghi di detenzione dei valdesi, e attraverso la pianura piemontese, su strade e piste ciclabili, arrivando ad Avigliana. Risalendo l’antica strada reale della Valle di Susa si giunge al Colle del Moncenisio. Da qui, attraverso la Maurienne, si arriva ad Annecy e quindi a Ginevra.

Al momento il tracciato, tutto su strade ben percorribili sia a piedi sia in bicicletta, è munito in modo alternato di segnaletica. Sono state pubblicate una guida e un roadbook (solo della parte italiana dell’itinerario) per fornire indicazioni e consigli oltre che alle mappe per facilitarne la percorrenza.

L’attraversamento del colle del Moncenisio (sopra i 2.000 m) riduce la fattibilità integrale del percorso ai mesi estivi. Solitamente da metà maggio il valico è aperto (vi consigliamo però di verificare). Giugno e settembre sono sicuramente i mesi migliori perchè non fa troppo caldo. Quest’ultimo infatti non è da sottovalutare in alcune tappe durante i mesi di luglio e agosto.

È un percorso escursionistico che non presenta difficoltà tecniche particolari se non la lunghezza e il dislivello di alcune tappe. È destinato, dunque, a persone in piena salute ed efficienza fisica, allenate a camminare per alcune ore al giorno, e per più giorni consecutivi, con lo zaino sulle spalle. Se è vero che parte dell’allenamento si può fare per strada, bisogna considerare però che la prima tappa è già abbastanza lunga e non bisogna sottovalutarla (per non rovinarsi i piedi e i successivi giorni di cammino). Le fatiche e le difficoltà maggiori s’incontreranno durante l’attraversata dal colle del Moncenisio e la successiva discesa fino a Modane.

Vi consigliamo di acquistare la guida ufficiale dell’Esilio che è lo strumento migliore per percorrere l’itinerario senza troppe difficoltà.
In alcuni casi avere il GPS con sé può ritornare molto utile. Bisogna però saperlo utilizzare e va caricata in anticipo la traccia integrale del percorso.

– Zaino: dovrebbe avere una capienza massima di 65 l per gli uomini, 55 l per le donne (per le quali sono disponibili in commercio zaini specifici), e pesare tra gli 8 e i 10 kg
– Scarponcini da escursionismo
– Bastoncini: aiutano a scaricare il peso dalle gambe alle braccia, e sono una sicurezza in discesa
– Scarpe leggere o sandali: per il riposo e i tratti di asfalto
– Calze da trekking (2-3 paia)
– Mutande (2-3 paia)
– Costume (si incontrerà il lago di Annecy ed il lago Lemano)
– Pantalone lungo e pantalone corto da trekking
– Pantalone leggero da riposo
– 2 Magliette tecniche per camminare, in fibra traspirante: le migliori sono in lana merino
– Maglietta di cotone per la sera e per dormire
– Maglia di pile
– Giacca a vento da montagna
– Coprizaino
– Sacco lenzuolo (il sacco a pelo è superfluo perché si trovano sempre le coperte)
– Asciugamano (meglio se in microfibra)
– Sapone di Marsiglia per lavarsi e lavare i panni
– Spazzolino e dentifricio
– Cerotti per vesciche (consigliato per chi ha i piedi sensibili)
– Kit di pronto soccorso (da trekking, quindi leggero)
– Carta igienica
– Occhiali da sole, cappello e crema per il sole
– Borraccia da litro
– Coltellino multiuso con posate
– Guida del cammino
– Gps con caricabatterie (facoltativo)
– Portafoglio con soldi, carta bancomat e di credito, documenti
– Cellulare e alimentatore

Purtroppo, solo eccezionalmente si può disporre di strutture ricettive economiche. Il costo medio giornaliero per una persona è di circa 65 – 75 €, comprensivi di pernottamento e cena in alberghi economici, in B&B, ostelli, con trattamento di mezza pensione, e di pranzo al sacco acquistando il cibo nei negozi. Per abbattere sensibilmente i costi si può fare il cammino portando la tenda. Bisogna però considerare che questo equipaggiamento aumenta di qualche chilo il peso dello zaino e comporta alcuni problemi. Solo in qualche tappa si può disporre di un campeggio, mentre nella maggioranza dei casi occorre trovare un luogo adatto per il campeggio libero. In questi casi ci vuole buon senso, domandando ai proprietari dei fondi, laddove possibile, se la sosta di una notte con la tenda è accettata oppure no.

Lunghezza: 27km
Dislivello: ↑ 25m ↓ 170m
Durata: 7 ore
Difficoltà: media

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Tappa interamente in pianura, a piedi la difficoltà può essere rappresentata dalla lunghezza.
Si parte dal carcere della Castiglia, nella parte alta del centro storico di Saluzzo. Il percorso attraversa la bella cittadina e conduce presto in aperta campagna su tranquille strade asfaltate, pianeggianti e poco trafficate. In 20 km di pianura, attraversando le piccole frazioni di Cervignasco e di Brasse e un bel tratto di strada sterrata nel Parco del Po Cuneese, si raggiunge Villafranca Piemonte, cittadina che merita una visita. Da Villafranca Piemonte il percorso continua sulla bella pista ciclabile che ripercorre l’ex tratta ferroviaria Saluzzo-Airasca, dismessa nel 1986. Percorrendola, in 7 km sempre in aperta campagna, si raggiunge il centro storico di Vigone.

Lunghezza: 20km
Dislivello: ↑ 110m ↓ 45m
Durata: 5 ore
Difficoltà: facile

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Da Vigone si prosegue sino ad Airasca sulla bella pista ciclabile realizzata lungo l’ex tratta ferroviaria Saluzzo-Airasca, dismessa nel 1986. La ciclabile, in alcuni tratti asfaltata e in altre in pietrisco battuto, passa accanto agli abitati di Cercenasco e Scalenghe. Giunti presso Airasca il percorso prosegue, sino a Piossasco, su una tranquilla strada di campagna poco trafficata in quanto l’accesso con gli autoveicoli è riservato ai residenti. La strada di campagna, dalla quale si gode di un bellissimo panorama sulle montagne del gruppo delle Alpi Cozie, passa nei luoghi su cui venne combattuta la battaglia della Marsaglia (4 ottobre 1693).

Lunghezza: 19,5km
Dislivello: ↑ 250m ↓ 190m
Durata: 5:30 ore
Difficoltà: media

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La tappa parte dal centro storico di Piossasco, in Piazza San Vito. Il percorso attraversa le strette vie che scendono dal centro storico di Piossasco e conduce su una tranquilla strada sterrata ai piedi della pineta che scende dal Monte San Giorgio. Dopo aver superato il Comune di Sangano si giunge a Trana. Da Trana non si segue la trafficata SS 589, ma si percorre un bel tratto di strada sterrata lungo il fiume Sangone. Si superano le frazioni Udritto, Cordero e San Bartolomeo e si giunge prima in prossimità del Lago Piccolo, poi si costeggia il Lago Grande per giungere infine nel bel centro storico di Avigliana.

Lunghezza: 25km
Dislivello: ↑ 160m ↓ 110m
Durata: 6:30 ore
Difficoltà: media

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Tappa tendenzialmente pianeggiante, a piedi la difficoltà può essere rappresentata dalla lunghezza.
Partendo dal centro storico di Avigliana si prosegue verso l’area industriale per raggiungere il Comune di Sant’Ambrogio di Torino, ai piedi della splendida Sacra di San Michele che domina il paesaggio dall’alto del Monte Pirchiriano (m. 962). Si prosegue superando Chiusa San Michele, Vaie, Sant’Antonino di Susa, Borgone di Susa, San Didero, Bruzolo e la frazione di Crotte sino a raggiungere Bussoleno.
Per tutta la tappa si possono seguire le indicazioni dei percorsi della “Via Francigena” e della “Ciclostrada Valle Susa”, sempre molto ben segnalate.

Lunghezza: 18km
Dislivello: ↑ 430m ↓ 40m
Durata: 5 ore
Difficoltà: facile

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Si lascia il Comune di Bussoleno si supera la frazione di Foresto e in breve si raggiunge la bella cittadina di Susa. Vale la pena fare un giro per il suo centro storico, da millenni crocevia dei diversi itinerari transalpini fra Italia e Francia, contraddistinto da considerevoli monumenti romani e medioevali.
Da Susa si seguono le indicazioni per Venaus e Novalesa. Salendo dolcemente si raggiunge Venaus e sulla SP 210 si giunge a Novalesa.
Anche per questa tappa si possono seguire le indicazioni della “Via Francigena” e della “Ciclostrada Valle Susa”.

Lunghezza: 26km
Dislivello: ↑ 1500m ↓ 870m
Durata: 9 ore
Difficoltà: molto impegnativa

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Tappa molto difficile, sia per il dislivello che per la lunghezza. Da Novalesa si sale sino ai 1.877 della Grand Croix e da qui sino ai 2.087 del Colle del Moncenisio.
Si esce da Novalesa seguendo le indicazioni per Moncenisio. Durante la salita, per i primi km, è possibile tagliare i tornanti seguendo il sentiero indicato. Si sale ripidamente per 8 km sino a raggiungere il Comune di Moncenisio. Da qui si prosegue sulla mulattiera che sale verso il Colle partendo a monte del paese. Si raggiunge l’asfalto, si superano la Plaine Saint Nicolas e i tornanti della Grande Scala e si arriva al paese in gran parte diroccato di Grand Croix, ai piedi della maestosa diga del Moncenisio. Si continua la salita sino al Colle passando accanto al grande lago artificiale per poi scendere Lansleburg-Mont-Cenis lungo il ripido Chemin de la Ramasse.
Note: per gli escursionisti a piedi c’è la possibilità di dividere la tappa pernottando sul colle.

Lunghezza: 27km
Dislivello: ↑ 600m ↓ 960m
Durata: 8:30 ore
Difficoltà: impegnativa

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Tappa lunga e insidiosa. Non ci sono grandi dislivelli e tendenzialmente si perde quota. Tuttavia alcuni saliscendi lungo la strada possono rendere la tappa piuttosto faticosa.
Si lascia il centro di Lanslebourg-Mont-Cenis e ci si dirige verso il Chemin de Petit Bonheur. Questo percorso indicato conduce sino a Modane in gran parte su strade sterrate. Si superano i paesi di Termignon-la-Vanoise, Sollières-l’Envers, Le Châtel, Le Verney e si arriva a Bramans. Superato questo tipico paese di montagna si passa accanto alla fortezza de L’Esseillon, costruita tra tra il 1817 e il 1834. Superato un ponte, dopo alcuni km si raggiunge la stazione sciistica La Norma da cui successivamente si scende rapidamente verso Modane.